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Politiche ed Economia delle Istituzioni

Anno accademico: 2009-2010
Corso di laurea specialistica: Politiche ed Economia delle Istituzioni
Classe ministeriale: LM-62 (Scienza della Politica)
Anni: 2
CFU: 120
Presidente del Corso di laurea: Prof. Pietro Rostirolla

Descrizione degli obiettivi formativi
Esiste una significativa domanda di professionalità legata ai cambiamenti socio – culturali, economici ed istituzionali osservati negli ultimi anni e che fanno registrare il passaggio da un modello politico – amministrativo nel quale spettava unicamente allo Stato il ruolo di orientare le risorse verso determinati e prefissati obiettivi, condizionando fortemente l’andamento dell’economia, ad un nuovo assetto di governo “inclusivo” caratterizzato da una forte cooperazione tra una pluralità di attori, istituzionali e non, nella determinazione di comuni obiettivi di sviluppo. In questo passaggio, al concetto di government si sovrappone il concetto di governance utilizzato per indicare un’azione di governo non intesa come comando, norma o legge che proviene dall’alto verso il basso, senza considerare i soggetti verso cui si rivolge ma concepita come azione di direzione in un contesto che prevede l’ascolto, il coinvolgimento e la valorizzazione dei soggetti ai quali si indirizza. Un tale modello di governance richiede l’impiego dei nuovi strumenti della programmazione negoziata, un ricorso sempre più marcato alle pratiche concertative attraverso le quali attori pubblici e privati, istituzionali e socio – economici concorrono ad individuare comuni obiettivi di sviluppo economico – territoriale, a negoziare i diversi interventi e le risorse necessarie, a definire con forza “contrattuale” i tempi ed i modi delle realizzazioni ma anche le responsabilità e gli obblighi reciprocamente derivanti dagli impegni condivisi.
La capacità di analisi interdisciplinare delle istituzioni, sia pubbliche sia private, in ambito tanto locale quanto globale, motiva significativamente l’autonomia culturale e professionale del laureato in Politiche ed Economia delle Istituzioni.
In sintesi il laureato in questo corso magistrale non si limita ad una lettura (e non opera solo in ambito) di tipo giuridico o economico delle istituzioni, ma è capace di comprenderne tutta la complessità interdisciplinare e operativa in qualità appunto di risolutore di problemi complessi.
Dal punto di vista culturale l’idea guida di questo corso di laurea magistrale è costituita dai nuovi paradigmi attraverso i quali si analizzano le Istituzioni.
In estrema sintesi, negli ultimi quindici anni le discipline sociali, in particolare l’economia, hanno visto un vero ritorno di interesse verso le istituzioni. Questo ritorno si riferisce tanto all’approccio storicista tedesco ed americano, quanto a quello meno antico di stampo austriaco. Inoltre, Sen ha posto in evidenza come lo studio delle condizioni istituzionali che presiedono al benessere collettivo risulti fondamentale per comprendere le ragioni nei differenziali di benessere e di sviluppo. E’ oggi universalmente riconosciuto che le condizioni istituzionali ottimali non possono farsi ricondurre al laissez-faire, allo Stato minimo di Nozick ma che dette condizioni si concretizzano in scelte volte a favorire le capabilities dei singoli, l’abilità dei cittadini di accedere ai mercati e di partecipare ai processi decisionali pubblici. Le istituzioni devono disegnarsi in modo tale da consentire la promozione di sempre più elevati livelli di istruzione, pari opportunità tra i sessi, condizioni minime di salute, accesso a processi effettivi di controllo democratico. Questo capabilities approach appare in sintonia con lo storico ritorno dell’interesse verso la happiness theory ed insieme contribuiscono alla critica alle misure tradizionali del benessere e dello sviluppo, nate insieme all’idea dello Stato nazionale.
Questi brevi richiami ci consentono di giustificare la ricerca della funzione positiva, fattiva, di promozione che le istituzioni possono e devono avere nel promuovere il benessere generale. Tuttavia, lo studio e l’insegnamento sulle istituzioni non può fare esclusivo riferimento ai concetti generali accennati. Oggi, sia l’economia sia le altre scienze sociali, tendono a definire le istituzioni in modo molto più ampio, nel senso, seguendo ad esempio North e Williamson, di sistemi di regole durature che strutturano l’interazione sociale.
In questo ambito concettuale, cui abbiamo necessariamente solo accennato, allo studente vengono offerti molteplici approfondimenti disciplinari indirizzati alla formazione di professionisti in grado di gestire la complessa governance istituzionale.
Nell’ambito dell’economia, lo studente inizia il suo percorso di formazione magistrale con lo studio dell’economia delle istituzioni, attraverso il quale apprende sia gli aspetti teorici che abbiamo precedentemente accennato sia le tecniche di valutazione delle scelte pubbliche, con particolare riferimento all’analisi dell’impatto regolatorio.
Lo studente prosegue poi con lo studio delle scelte pubbliche nel quale approfondisce i temi generali della valutazione delle politiche pubbliche, con riferimento ai progetti ed ai programmi di spesa ed apprendendo le tecniche relative all’analisi costi benefici e all’analisi multicriteriale.
La conoscenza delle tecniche di valutazione può essere portata, a scelta dello studente, ad ulteriori livelli di approfondimento su specifiche applicazioni settoriali proposte nei corsi di Economia dei trasporti, Economia e gestione delle risorse idriche, Economia dei beni culturali, Sistemi di aiuti alle imprese, Valutazione di piani e programmi, Teoria della crescita e sviluppo locale.
Queste tecniche, così come lo studio dell’economia delle istituzioni, necessitano della conoscenza approfondita delle metodologie statistiche e per questo motivo, lo studente deve affrontare lo studio dell’analisi dei dati che consente, anche attraverso lo studio di casi e la frequenza di specifici laboratori, di saper utilizzare le tecniche multivariate.
Nell’ambito del diritto, la specificità del corso di laurea magistrale attiene, soprattutto, allo studio di aspetti legati al diritto societario e creditizio. Data la conoscenza acquisita nel triennio del diritto commerciale, nel corso magistrale si è ritenuto che lo studente dovesse conoscere quegli elementi giuridici che più degli altri incidono sulle modifiche delle istituzioni, intese nell’accezione precedente richiamata di sistema di regole. In particolare, si analizzano le dinamiche di modifica dei sistemi giuridici delle imprese e degli intermediari finanziari e creditizi, tanto in un contesto di rapida evoluzione deregolamentatrice europea, tanto nell’ottica della comparazione con sistemi politici e culturali emergenti nei mercati internazionali.
Lo studio congiunto degli aspetti economici e di quelli giuridici accennati, consentono di pervenire alla conoscenza delle problematiche della law in economics.
Gli studi politologici si concentrano sulla social policy e consentono allo studente di avere un quadro interdisciplinare esaustivo, tenuto conto che dovrà anche affrontare gli aspetti analitici della sociologia delle istituzioni e della comunicazione.