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Università Parthenope

L’origine dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” risale al   1919, quando – su istanza del Vice Ammiraglio Leonardi Cattolica, che è   dunque da considerarsi il fondatore dell’Ateneo – il Regio Istituto di   Incoraggiamento di Napoli si fa promotore, presso il Governo,   dell’istituzione, in Napoli, di un centro superiore di cultura nel quale il   mare venisse “studiato in quanto è, in quanto produce ed in quanto   mezzo di scambio” e che, accanto allo sviluppo della cultura scientifica,   preparasse le menti alla “consapevole valorizzazione dei problemi   economici relativi al mare”. Fu, quindi, una precisa esigenza non solo   culturale, ma anche sociale, avvertita tanto dagli Enti locali, quanto   dalla realtà impenditoriale di allora, a portare alla nascita – decisa con R.D. n. 1157 del 30 maggio 1920 – del Regio Istituto Superiore Navale, articolato in due sezioni: Magistero, per la formazione dei docenti di Discipline Nautiche; Armamento, per la formazione di dirigenti di aziende armatoriali, assicuratori marittimi, etc. È importante notare come, dal suo primo anno accademico, il 1920/21, l’Ateneo non ha mai interrotto il profondo legame con la realtà economica, sociale e culturale del territorio, ma – anzi – si è sistematicamente adeguato ai mutamenti che man mano intervenivano, onde offrire itinerari formativi massimamente rispondenti alle esigenze via via emergenti.

Nel 1930 l’Istituto Superiore Navale otteneva il riconoscimento del proprio carattere universitario: il R.D. n. 1176 di quell’anno, ed il successivo R.D. n. 1227 del 1931, estendevano, infatti, l’ordinamento universitario all’Istituto; è dello stesso periodo la formazione del primo Statuto, promulgato con R.D. n. 1570 del 1933.

Nel periodo tra il 1939 ed il 1940 l’Istituto cambia la propria denominazione, assumendo il nome che lo accompagnerà per un sessantennio: diventa così Istituto Universitario Navale – il “Navale”, nel linguaggio quotidiano di docenti, studenti e personale. Un nome che, nel contesto formativo italiano ed internazionale, costituirà un costante riferimento alla cultura superiore marittima e marinara nelle forme più diverse.

Pur mantenendo per un così lungo periodo la propria tradizionale strutturazione, che vede affiancate le due Facoltà di Economia Marittima e Scienze Nautiche, l’Istituto Universitario Navale – come già accennato – sviluppa un proficuo rapporto di interrelazione sinergica con il proprio “bacino di utenza”, e ciò grazie al continuo aggiustamento ed ampliamento della propria offerta formativa.

Particolarmente rilevante, a questo proposito, è il processo di sviluppo intervenuto nella seconda metà degli anni Ottanta, che – pur non trascurando la specificità della vocazione “marittimistica” dell’I.U.N. – porta un significativo allargamento degli orizzonti culturali e formativi, unito ad una forte crescita dimensionale dell’Istituto.

La Facoltà di Economia Marittima, ad esempio, si trasforma nel 1987 in Facoltà di Economia dei Trasporti e del Commercio Internazionale e, nel 1990, in Facoltà di Economia, con quattro corsi di laurea notevolmente differenziati tra loro, tre scuole dirette a fini speciali e due scuole di specializzazione.

Anche la Facoltà di Scienze Nautiche, che conserverà la propria antica denominazione fino al 2003, estende il proprio campo d’interesse scientifico a tematiche di crescente rilievo sociale, quale quella ambientale, oltre ad approfondire lo studio di tutti quegli ambiti scientifico-tecnologici che, pur collegati alla navigazione, costituiscono autonomi campi di ricerca.

Il processo di sviluppo, ancora oggi in corso, ha però raggiunto il momento più significativo per la storia dell’Ateneo nell’ultimo decennio: è negli anni Novanta, infatti, che si assiste alla crescita più rilevante – e forse impensabile solo un decennio prima – nell’offerta formativa, nella politica edilizia e nel numero di studenti – fattori, questi, chiaramente collegati tra loro.

La costante crescita nel numero degli studenti, che caratterizza tutto lo scorso decennio, pone infatti l’Ateneo nella necessità di individuare ed acquisire nuovi spazi per la didattica, la ricerca e l’amministrazione, stimolando così una politica di sviluppo immobiliare che, in breve tempo, vede affiancare alla storica sede di Via Acton l’immobile in Via Medina,  il complesso immobiliare Villa Doria d’Angri, acquistato grazie al cofinanziamento dell’Unione Europea ed oggi in corso di restauro; è stato realizzato, infine,  il complesso al Centro Direzionale di Napoli.

Non sfugge come la politica dell’Ateneo, oltre che a liberare risorse mediante l’eliminazione delle spese collegate agli affitti passivi, ed a acquisire spazi vitali per un’istituzione in crescita, sia stata intenzionalmente volta anche al recupero di immobili monumentali, sovente in stato di degrado, di elevata importanza nella storia cittadina, inteso quale contributo al miglioramento delle condizioni di vita ed allo sviluppo della Città; e ciò, ancora una volta, in nome di quei princìpi di interscambio con il territorio che fin dalla nascita hanno caratterizzato l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”.

Ancor più importante, tuttavia, nella “biografia” dell’Ateneo, come già si è accennato, è, nello stesso periodo, la crescita dell’offerta formativa: per la prima volta dalla fondazione, infatti, le due storiche Facoltà di Economia e Scienze Nautiche, a partire dall’Anno Accademico 1999/2000, vengono affiancate da tre Facoltà di nuova istituzione: Giurisprudenza, Ingegneria e Scienze Motorie, quest’ultima nascente dalla trasformazione dell’I.S.E.F. di Napoli.

L’importanza dell’istituzione delle nuove Facoltà è duplice: il significativo contributo recato al riequilibrio dell’offerta formativa nel sistema universitario regionale, premiato da una crescita nel numero di studenti dai circa 1000 nel 1985 agli attuali 15000, e che vede la Facoltà di Economia prima in Italia per numero di matricole, rappresenta anche il momento in cui l’Ateneo, grazie al numero di Facoltà attivate, vede riconosciuto a tutti gli effetti il proprio status di Universitas Studiorum, cessando così di essere un “Istituto universitario” per diventare “Università”.

La sede storica: le Officine della Real Fonderia

La sede principale dell’Ateneo trova la sua ubicazione nell’edificio demaniale, sito a ridosso degli antemurali del Castel Nuovo, costruito nel XVI secolo per ospitare le Officine della Real Fonderia. Tale edificio, fino al XVIII secolo, insieme alla Real Montatura delle Armi, al Corpo della Real Guardia ed all’Arsenale di Artiglieria, costituiva il nucleo delle strutture difensive e di fortificazione del Castel Nuovo, la cui cinta muraria era l’unica garante della difesa della città. L’esigenza di dover fronteggiare l’aumentata potenza delle artiglierie rese necessaria la costruzione di una nuova cortina più ampia dove racchiudere i fabbricati destinati all’alloggio delle truppe, al deposito delle munizioni ed alla costruzione delle armi.

La struttura restò immutata fino all’approvazione, nel gennaio del 1885, della legge di risanamento della città di Napoli che avviò un lungo progetto di radicale trasformazione del tessuto urbano, le cui opere prevedevano il risanamento igienico-edilizio di vaste aree tra cui quella portuale. In particolare, nell’intento di isolare completamente la fortezza, il Castel Nuovo, considerata monumento nazionale per se stessa e per l’Arco Aragonese di ingresso, fu deciso di spostare gli stabilimenti militari in siti più adatti mediante la costruzione di una fonderia e di un nuovo Arsenale di Artiglieria nell’area del Rione Arenaccia. L’edificio demaniale si rese così disponibile per una diversa destinazione e, nel 1949, venne concesso in uso al nostro Ateneo.